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C'E' UN MONDO INTORNO A NOI

Scopri la bellezza di una terra unica dove ogni angolo racchiude una dimensione millenaria fatta di storia, natura, arte, cultura, archeologia e tradizione. Questa è la nostra terra, ricca di poesia e di bellezza dove ogni istante racchiude attimi di eternità!

Storia e civilità

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI SEGESTA

Gli Elimi, gruppo di genti facenti parte delle ondate migratorie verso occidente dopo la guerra di Troia, approdano alcuni nella Magna Grecia, altri in Sicilia, lungo rotte già conosciute, come sostenuto da fonti storiche ed archeologiche. Secondo Tucidide ed altri storici queste genti si stabiliscono ad Erice e a Segesta, principale centro degli Elimi. Di questa città, anticamente chiamata Egesta, alcuni autori vogliono far credere che l' origine sia divina; secondo Servio Egesta, la giovane figlia di Ippote, ``sul bastimento fu resa incinta, e venendo a terra diede a suo tempo alla luce quell'Aceste fondatore di Segesta, alla quale impose il nome della propria madre…``. Cicerone attribuisce ad Enea la fondazione di Segesta dicendo ``Segesta est Oppidum pervetustum in Sicilia, Judices, quod ab Aenea fugiente a Troja, atque in hac loca veniente, conditum esse demonstrant``. Le sue prime notizie storiche risalgono al 580 a.C: combatte contro Selinunte - distrutta nel 409 - ma soccombe al potere prima di Cartagine e poi di Roma; subisce prima le spoliazioni di Verre, e dopo le invasioni dei Vandali. Dai resti di una chiesetta venuti alla luce durante uno scavo si presume fosse un villaggio nel periodo bizantino, e che fosse ancora abitata al tempo dei Saraceni. Oggi conosciamo di Segesta, oltre che il famoso tempio ed il teatro, un altro santuario scoperto ai piedi della parete meridionale di Monte Barbaro, in contrada Mango, nel cui interno si trovano resti di templi dorici del VI e V secolo a.C. Non sappiamo a quali divinità - Cerere, Diana o Egesta - fossero consacrati i due santuari; le loro strutture provano la rilevante influenza dei modelli ellenici.
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Natura e avventura

LA RISERVA DELLO ZINGARO

E’ stata la prima riserva naturale istituita in Sicilia (L.R. n.98 del 1981), anche in seguito ad una manifestazione ambientalista che nel 1980 formò una catena umana da Scopello a San Vito Lo Capo; ingloba un tratto di circa 7 km di splendida ed incontaminata costa affacciata sul Golfo di Castellammare ed una catena di montagne che, alle piccole calette e ai suggestivi strapiombi sul mare, fa da magnifica cornice. I rilievi più interessanti sono il Monte Scardina, il Monte Passo del Lupo, il Monte Speziale che con i suoi 913 metri è la cima più alta delle riserva. Le rocce affioranti sono calcari, dolomie e marne. La Riserva, di 1600 ettari, può essere percorsa a piedi attraverso i sentieri; i percorsi più rappresentativi dei vari aspetti dello Zingaro sono tre: il primo si snoda interamente lungo la costa tra l'ingresso Sud-Est (versante Scopello) e l'ingresso Nord (versante San Vito); il secondo interessa per metà il precedente per poi inoltrarsi in una delle zone dello Zingaro alto e fa ritorno al mare; il terzo, infine, il più impegnativo, è praticamente un tour completo della Riserva, interessando sia la costa che l’intera parte alta della Riserva. Lo Zingaro vissuto a piedi incanta per la sua aspra bellezza, per i colori intensi in ogni stagione: il profumato mare turchese, le bianche calette, le onnipresenti verdi palme nane, i rigogliosi lentischi e terebinti, i tenaci olivastri e carrubi, gli sgargianti colori dei fiori primaverili e autunnali nei pascoli, il dorato mantello estivo delle falde dei monti, le armoniose forme delle casette rurali.
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Mare e relax

Spacious & Comfortable

Sulle rocce sopra la tonnara sono visibili due torri, una del XIII secolo della quale rimangono solo le rovine facente parte del complesso della tonnara, e la seconda, del XV secolo, che fu progettata dall'ingegnere fiorentino Camillo Camilliani e che non ricade nel territorio di pertinenza della tonnara. L'epoca di costruzione del primo nucleo e della torre situata sullo scoglio non dovrebbe essere anteriore al XIII secolo, risultando evidente questa datazione dall'esame di alcune tecniche costruttive tipiche di quell'epoca: ad esempio quella adottata nella volta a piccoli conci che ricopre uno degli ambienti del marfaraggiu o nelle murature della stessa torre. Il nucleo più antico si individua facilmente nel corpo di fabbrica che sta addossato alla roccia sulla quale si eleva la detta torre di guardia: queste prime strutture furono costruite dal demanio regio e la torre serviva alla difesa della tonnara e del territorio di Scopello.
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La città della bellezza

PALERMO

Prima città greca e romana, poi capitale araba, in seguito conquistata da normanni e svevi, questa è Palermo, un luogo in cui convivono la preziosità arabesca e normanna, il gusto barocco e liberty dei monumenti, palazzi e teatri, ma anche dei giardini e dei mercati. L'influenza del passato multietnico di Palermo è visibile nella Cattedrale, maestoso edificio iniziato nel XII sec. e più volte rimaneggiato, arricchito da una cupola settecentesca e un campanile medievale. Nata su una basilica preesistente, trasformata in moschea dagli arabi e poi riconsegnata dai normanni alla religione cristiana, la cattedrale è abbellita con decorazioni gotiche e custodisce le reliquie di Santa Rosalia, patrona della città. Vi si trovano anche le tombe degli imperatori, tra cui Ruggero II e Federico II. Nelle vicinanze sorge il Palazzo dei Normanni, in origine edificio arabo, da sempre sede del potere: contiene la cappella Palatina, ricca di mosaici di influenza bizantina che, insieme a quelli della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (o Martorana), rappresentano dei veri e propri capolavori d’arte. L’elegante Martorana, con l’alto campanile ad arcate, risale all’epoca normanna, mentre la monumentale fontana Pretoria che occupa la vicina piazza omonima è di stile barocco. La strada che va dalla cattedrale alla Martorana passa attraverso piazza Vigliena, detta i “Quattro canti”, un incrocio decorato da statue e fontane del Seicento. Su piazza della Pretoria si affaccia il seicentesco palazzo del Municipio, con una splendida fontana del Cinquecento costituita da ben 644 gruppi marmorei. È in questa zona che le strade portano nomi in italiano, arabo ed ebraico. Da qui, inoltre, si scende verso il mare, passando per la Vuccirìa, il mercato più antico e animato della città, in piazza San Domenico, dove sorge l’omonima chiesa, fra i più interessanti edifici barocchi cittadini. Altro edificio di epoca normanna è la chiesa sconsacrata di San Giovanni degli Eremiti, con le cupole rosse orientaleggianti, edificata sulle fondazioni di un’antica moschea.
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Benessere e salute

Terme Segestane

Nell’entroterra, in contrada Gorga, sulla sponda orientale del Fiume Caldo, al confine con il territorio di Alcamo, si può fruire di servizi termali: le acque minerali ipertermali alcalino-solfuree, dalle naturali doti terapeutiche, sgorgano dalla sorgente Gorga, posta a circa 50 metri sul livello del mare, e si raccolgono in una conca naturale, tra agglomerati argillosi, mantenendo una temperatura costante di 51°C. Un condotto di circa 300 m. convoglia le acque e i fanghi – costituiti dal precipitato naturale, senza aggiunta di argilla – fino ad uno stabilimento termale, sistemato in un antico mulino ristrutturato, provvisto anche di una piscina all'aperto e di saune.
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Movida e divertimento

CASTELLAMMARE DEL GOLFO

Nato come emporio marino per i commerci della vicina Segesta, sul suo mare si riflettono le torri di avvistamento e i baluardi difensivi del castello, ed è sul mare che si svolge la vita e si animano le serate estive. Nei dintorni si conservano ancora paesaggi arcaici come il borgo di Scopello, addossato su una rocca che si affaccia sui faraglioni e sulla vecchia tonnara. Nel territorio di Castellammare ricade l’ingresso principale e parte della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro dove, accanto a spiagge incontaminate, si ritrovano rilevanti manifestazioni endemiche di flora e fauna. Per gli appassionati di speleologia sono imperdibili le grotte di Monte Inici con profondissimi “orridi”, laghi sotterranei e scorci di estrema suggestione.
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